Lascio che le cose mi portino altrove…

Oggi ho deciso di perdermi nel mondo. In realtà lo decido ogni giorno, ma questi fottuti esami mi inchiodano in casa. Eppure oggi ne ho dati due e sono felice. però sono stanca. non ho l’energia per perdermi nel mondo e or dunque mi perdo nelle parole. Riassumiamo, spiattelliamo un pò di progetti e mezze verità e pseudoconvinzioni e segni di degenerazione. Iniziamo.

Lascio Bologna, ti lascio , once again.

oddio, ma sei sempre tu che ci vai di mezzo. ma tanto poi lo sai che qui ci torno e per cingermi di alloro e per perdermi tra i tuoi portici e per ri-impossessarmi del tuo azzento, perchè io sono bastarda, il meticciato mi appartiene,ce l ho dentro.

La cosmogonia: L’isola mi chiama, Paris m attend. E io -come dice Glissant- parlo italiano ma possiedo tutte le lingue del mondo… io sono una citazione e il mio corpo è un palinsesto di storia, pensieri e costruzioni. Italiana di Stato, Siciliana di sangue, Francese di cuore, Inglese per precisione, Spagnola per somiglianza e androfila per nome! ( alessandra: protrettrice degli uomini, il che può bastare a spiegar tante cose! eccheccazz, vorrei una volta sentirmi protetta dagli uomini e nn sempre proteggere. il nome spiega per quale motivo sia affetta da sindrome di crocerossina!)

è il momento di dare una svolta. e basta con ‘sta morte.  Non sono depressa, non sono depressa,non sono depressa o forse un pò lo sono ma non l’ammetto, pero non lo sono. boh. dipende. a volte lo sono.

Ora sono serena, tra poco avrò un improvviso sbalzo d’umore, con conseguente crisi acuta di colite. e nel frattempo ci bevo sopra un caffé con mezzo cucchiaino raso di zucchero, perche certe fisse le hai. punto e te le tieni. punto. Ma il punto vero è uno:Vivere vivere vivere.  e partire partire partire. Cosa farei adesso? correre fuori per strada e ammirare le gialle luci dei tuoi lampioni, osservare vetrine costose e fantasticare. Mi piace guardare le vetrine, se la boutique è chic, mi immagino stretta in un tubino nero e incastonata tra i diamanti…se il negozio è vintage, allora mi reincarno nella Annie woodyalliana, in un fottuto contesto di peace e love e poi con occhiali grandi quanto la capocchia mia ( per osservar meglio )vago, vagare senza meta, sprofondare, applicare alla vita i puntini di sospensione… e riflettere. forse farei meglio a staccare questo cervello, ma perché? nono, non è il momento di chiudere battenti e mandare i neuroni in ferie. Produciamo. Mega stima e una strafugnata di baci a chi ama. ama. ama e basta. e chi s’è visto, s’è visto. ;)

Una Risposta a “Lascio che le cose mi portino altrove…”

  1. erre si rapì Dice:

    questo post mi ha messo allegria! mi è venuta voglia di corre furoi tra le luci della città! :)

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